31 January 2025

Marco Sappa e la Sfida di 'Sans Liberté' sul Pic Adolphe Rey

Marco Sappa ripete la leggendaria via "Sans Liberté" sul Pic Adolphe Rey, un'impresa che celebra la storia e la bellezza dell'arrampicata alpina.

Marco Sappa e la Sfida di 'Sans Liberté' sul Pic Adolphe Rey

Nel cuore del massiccio del Monte Bianco, a 3500 metri di altitudine, si trova una delle vie di arrampicata più iconiche e impegnative delle Alpi: “Sans Liberté”. Questa via, liberata per la prima volta dall’alpinista britannico Stevie Haston nel 1995, è stata recentemente ripetuta dalla guida alpina Marco Sappa, un’impresa che ha suscitato grande interesse nel mondo dell’arrampicata.

“Sans Liberté” è una via che combina l’arrampicata tradizionale con quella sportiva, iniziando con una fessura tradizionale di grado 8a, conosciuta come “Entrez dans la légende”, per poi proseguire su un liscio granito protetto da spit. La via è stata descritta da Haston come “una delle migliori vie in fessura al mondo”, e Sappa ha confermato la sua bellezza, definendola “una delle più belle linee che abbia mai scalato e probabilmente una delle più dure in quota di tutte le Alpi”.

La ripetizione di Sappa non è solo un traguardo personale, ma rappresenta anche un tributo alla storia dell’arrampicata alpina. Il Monte Bianco, con i suoi 4805 metri, è la vetta più alta delle Alpi e dell’Europa occidentale, attirando ogni anno migliaia di alpinisti da tutto il mondo. Tuttavia, le sue pareti ospitano anche vie meno conosciute ma estremamente tecniche, come “Sans Liberté”, che richiedono non solo abilità fisiche ma anche una profonda conoscenza dell’ambiente alpino.

Marco Sappa, nel raccontare la sua esperienza, ha sottolineato l’unicità del luogo: “Il fatto di poter trovare una linea così strapiombante, così regolarmente strapiombante sul granito è una cosa davvero difficile, soprattutto sul Massiccio del Monte Bianco. È un posto davvero incredibile. Quando hai messo la catena e urli, senti il tuo eco che risuona in tutta la Combe Maudite… È bellissimo.”

Questa impresa non solo mette in luce le capacità tecniche di Sappa, ma anche l’importanza di preservare e rispettare questi ambienti naturali unici. L’arrampicata, infatti, non è solo una sfida fisica, ma anche un modo per connettersi con la natura e apprezzare la sua bellezza e fragilità.

Guardando al futuro, la ripetizione di “Sans Liberté” da parte di Marco Sappa potrebbe ispirare una nuova generazione di arrampicatori a esplorare le vie meno battute del Monte Bianco, promuovendo un approccio all’arrampicata che valorizza l’esperienza e il rispetto per l’ambiente tanto quanto il raggiungimento della vetta. Con l’evoluzione delle attrezzature e delle tecniche, il futuro dell’arrampicata alpina promette di essere tanto affascinante quanto impegnativo, continuando a spingere i limiti di ciò che è possibile in montagna.

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